GUFO DELLE NEVI

Stato di conservazione

Ci sono animali che ci sorprendono con la loro bellezza e ci fanno esprimere un gesto di ammirazione. Il Gufo delle nevi è uno di questi. Questi gufi passano molto tempo stando seduti. Rimangono fermi nello stesso punto per ore, ruotando di tanto in tanto la testa o sporgendosi in avanti sbattendo i loro grandi occhi gialli, in modo da ottenere una visione migliore su qualcosa. Quando vanno a caccia, usano la loro straordinaria vista e l’udito per tenere sotto tiro la loro preda e poi volare, o addirittura correre, balzando su di essa.

Il gufo delle nevi è generalmente un uccello solitario e territoriale. I maschi stabiliscono il proprio territorio sui luoghi di riproduzione e lo difendono utilizzando vocalizzazioni e posture di minaccia. Le dimensioni del territorio variano con l’abbondanza delle prede: durante gli anni in cui abbondano, fino a cinque coppie possono detenere territori all’interno di quasi due chilometri quadrati. Quando invece la quantità di prede disponibili è scarsa, le coppie di uccelli sono molto più sparse. Durante l’inverno sono le femmine a stabilire i territori, che difendono fino alla primavera, quando volano a nord.

GUFO REALE

Stato di conservazione

Il Gufo reale è un’imponente apparizione. Di giorno si riposa volentieri in punti tranquilli delle pareti rocciose, dove può nascondersi facilmente e da cui può sorvegliare il suo territorio. È presente sia oltre il limite superiore del bosco che in pianura ed è poco esigente, premesso che il luogo sia ricco di prede. Oggi, nel nostro Paese, gli effettivi nidificanti si sono ripresi piuttosto bene, tuttavia il Gufo reale subisce importanti perdite a causa dei cavi aerei e del traffico.

ALLOCCO

Stato di conservazione

Spesso, già nel tardo inverno si possono udire gli ululanti richiami di corteggiamento dei maschi di Allocco, ai quali le femmine rispondono con voce stridula. La nostra specie più diffusa di rapace notturno non vive solo nei boschi ma si può trovare regolarmente anche nei parchi delle grandi città. Durante il giorno l’Allocco sonnecchia per lo più su un vecchio albero, davanti alla sua cavità. Capita allora abbastanza sovente che venga scoperto e “coperto d’ingiurie” con grida acute da piccoli uccelli che figurano nel suo menu.

CIVETTA

Stato di conservazione

La Civetta ha vissuto da secoli nelle immediate vicinanze dell’uomo, spesso quale subaffittuario in fienili e rovine. A causa dei suoi misteriosi richiami notturni, tra la popolazione contadina era considerato l’uccello dei morti, mentre presso gli antichi greci era il simbolo della dea Atena, dalla quale è derivato il suo nome scientifico. Con la diminuzione, negli anni cinquanta, dei frutteti estensivi, è iniziato un drastico calo degli effettivi di questi piccoli folletti.