{"id":3360,"date":"2026-09-28T11:04:21","date_gmt":"2026-09-28T09:04:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/?page_id=3360"},"modified":"2026-09-28T11:05:18","modified_gmt":"2026-09-28T09:05:18","slug":"senza-titolo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/?page_id=3360","title":{"rendered":"BIODIVERSIT\u00c0"},"content":{"rendered":"\n<h2>\n\t\t\tESEMPLARI DEGLI ALBURNI\t<\/h2>\n\tIl Museo Naturalistico \u00e8 una<br \/>\ngemma preziosa<br \/>\n: questo l&#8217;appellativo utilizzato dal ProfessoreRaffaele Mare nel libro<br \/>\nUomini e fatti di Corleto Monforte<br \/>\n. Non a torto: il Museo rappresentava e<br \/>\nrappresenta ancora oggi qualcosa di grandioso che non ha eguali nell&#8217;Italia meridionale. La collezione ospitata conta oggi oltre 20.000 esemplari di specie animali: mammiferi, uccelli,insetti e crostacei. La collezione ornitologica comprende tutte le specie europee con diversecentinaia di uccelli tra cui alcune specie di Falco, l&#8217;Aquila Reale, il Gufo della Turchia. Tra lespecie di mammiferi esposti si trovano, in particolare, il Lupo e la Lince Pardina. Di particolarerilevanza, oggetto di vari studi, \u00e8 la collezione di lepidotteri diurni e notturni e di coleotterieuropei. Come \u00e8 noto, il materiale esposto ha origine dalla collezione privata del dott. Camillo Pignataro.Questi in un primo momento aveva indirizzato la sua attenzione anche ai rettili e agli anfibi. Poisi \u00e8 dedicato con passione allo studio di lepidotteri e coleotteri. Un impegno continuo eproficuo \u00e8 stato necessario per arricchire e completare la collezione originaria. La raccolta faparticolare riferimento alla fauna dei Monti Alburni che circondano Corleto Monforte edell&#8217;intero territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ma numerosi sono gliesemplari provenienti da altri Paesi d&#8217;Europa.<br \/>\nLa fantasia, dinanzi a tanti uccelli e animali, si popola di immagini delicate e vivide, lasciando ilvisitatore ammirato dall&#8217;inesauribile bellezza della natura<br \/>\n&#8211; scriveva il Professore Mare. Il Museo contribuisce alla conoscenza della fauna nel territorio del Parco con riferimento alladistinzione delle specie e ai delicati rapporti tra fauna selvatica e fauna domestica. Ci\u00f2 cheguida le politiche culturali del Museo Naturalistico non \u00e8 solo un generico il desiderio ditramettere informazioni e nuovo sapere in materia di scienza della natura: il lavoro del Museo \u00e8teso a trasmettere alle generazioni presenti e future il valore della memoria biologica del nostropianeta e l&#8217;importanza della molteplicit\u00e0 di specie per il futuro.<br \/>\nCi\u00f2 che segue \u00e8 una descrizione in sezioni &#8211; Uccelli, Mammiferi, Insetti, Crostacei, Rettili eAnfibi &#8211; relativa a descrizione, distribuzione ed ecologia di alcuni esemplari di rilevanza significativa per i Monti Alburni: una trattazione non esaustiva ma introduttiva all&#8217;immensavariet\u00e0 faunistica che il Museo Naturalistico ospita.\n<h2>\n\t\t\tUCCELLI\t<\/h2>\n\t<p>CICOGNA BIANCA<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-091039.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 091039\" height=\"355\" width=\"210\" title=\"Immagine 2026-09-28 091039\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO: Ciconia ciconia<\/p>\n<p>ORDINE: CICONIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0CICONIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA: 100 cm, sessi simili<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE: Trampoliere di grandi dimensioni, bianco con ali nere, zampe e becco rosso. In posizione di riposo tiene il capo sotto l&#8217;ala e si posa su una sola zampa.<\/p>\nDIFFUSIONE: In Italia \u00e8 specie di passo scarso ma regolare, pu\u00f2 essere osservata pi\u00f9 frequentemente in primavera. Nidifica in Piemonte e Campania,<br \/>\nnel comune di Teggiano.\n<p>NEL PARCO: Rara.<\/p>\n<p>HABITAT: Paludi, terreni umidi aperti. Nidifica su tetti, campanili e mura.<\/p>\n<p>CIBO: Pesci, uccelli, insetti, rettili e piccoli mammiferi.<\/p>\n\t<p>AIRONE BIANCO MAGGIORE<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-091939.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 091939\" height=\"344\" width=\"206\" title=\"Immagine 2026-09-28 091939\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO: Egretta alba<\/p>\n<p>ORDINE: CICONIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA: ARDEIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA: 90 cm, sessi simili<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE: L&#8217;unico airone bianco di grosse dimensioni, zampe e piedi nerastri. Le dita, in numero di 4, sono allungate e il dito mediano possiede un&#8217;unghia dentellata sul margine interno che viene utilizzata per assestare il piumaggio. Il becco \u00e8 nero, a forma di pugnale, con base gialla. In inverno il becco \u00e8 completamente giallo e sono assenti le penne ornamentali sul dorso.<\/p>\n<p>DIFFUSIONE: In Italia \u00e8 specie di passo scarso.<\/p>\n<p>NEL PARCO: Raro.<\/p>\n<p>HABITAT: Rive di fiumi, acquitrini e coltivi irrigui.<\/p>\n<p>CIBO: Pesci e piccoli rettili.<\/p>\n\t<p>GERMANO REALE<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-093117.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 093117\" height=\"193\" width=\"205\" title=\"Immagine 2026-09-28 093117\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO: Anas platyrhyncos<\/p>\n<p>ORDINE: ANSERIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA: ANATIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA: 50-60 cm<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE: \u00c8 l&#8217;anitra di superficie pi\u00f9 comune e pi\u00f9 grande. Il maschio presenta la testa verde cangiante e il becco giallo; la femmina \u00e8 di colore marrone con specchio alare violaceo e zampe arancio.<\/p>\n<p>DIFFUSIONE: In Italia \u00e8 di passo regolare, localmente stazionaria e nidificante.<\/p>\n<p>NEL PARCO: Comune.<\/p>\n<p>HABITAT: Presente in quasi tutti tipi di acqua dolce poco profonda.<\/p>\n<p>CIBO: Invertebrati e vegetali.<\/p>\n\t<p>BECCACCIA<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-094009.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 094009\" height=\"248\" width=\"215\" title=\"Immagine 2026-09-28 094009\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO:\u00a0Scolapax rusticola<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0CARADRIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0SCOLOPACIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a034 cm, sessi simili<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE:\u00a0Un uccello di bosco massiccio, marrone; \u00e8 grande e con becco molto lungo, le ali arrotondate e il portamento basso. La livrea \u00e8 altamente mimetica, simile alle foglie morte delle lettiere dei boschi di latifoglie. In Italia, presente come nidificante nelle regioni settentrionali e sporadicamente in quelle centrali.<\/p>\n<p>DIFFUSIONE:\u00a0Per tutto l&#8217;inverno, \u00e8 presente nell&#8217;Italia centro meridionale, nelle zone boschive con sottobosco ricco di vegetazione sempreverde.<\/p>\n<p>NEL PARCO:\u00a0Molto comune.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Boschi estesi.<\/p>\n<p>CIBO:\u00a0Invertebrati, soprattutto lombrichi.<\/p>\n\t<p>COMBATTENTE<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-095505.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 095505\" height=\"312\" width=\"250\" title=\"Immagine 2026-09-28 095505\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO: Philomachus pugnax<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0CARADRIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0SCOLOPACIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a023-29 cm, sessi dissimili<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE:\u00a0I maschi sono pi\u00f9 grossi delle femmine, con collo e zampe pi\u00f9 lunghe. Nel periodo estivo i maschi dominanti sfoggiano una livrea nuziale caratterizzata da due ciuffi auricolari erettili e da un grande collare di penne di colore variabile. Anche le femmine in questo periodo assumono dei colori pi\u00f9 evidenti, ma senza collare e ciuffi erettili. In primavera mantengono solo qualche accenno dell&#8217;abito nuziale e anche il becco diventa nero, la femmina in questa veste ha colori meno vivaci. I giovani assomigliano molto alla femmina in abito estivo.<\/p>\n<p>DIFFUSIONE: In Italia, specie di doppio passo, anche se pi\u00f9 copiosa in quello primaverile. Si rinviene in tutto il territorio nazionale, pi\u00f9 numeroso nelle regioni abbondanti di zone umide. Parzialmente svernante soprattutto nell&#8217;Italia centrale e meridionale.<\/p>\n<p>NEL PARCO: Comune.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Zone paludose o prati umidi in estate, paludi dell&#8217;interno in inverno.<\/p>\n<p>CIBO:\u00a0Invertebrati, vegetali e larve di ditteri.<\/p>\n\t<p>PICCHIO NERO<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-100506.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 100506\" height=\"350\" width=\"183\" title=\"Immagine 2026-09-28 100506\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO:\u00a0Dryocopos martius<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0PICIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0PICIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a045 cm, sessi simili<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE:\u00a0Presenta le tinte del piumaggio interamente nere, becco avorio e occhi gialli. I maschi hanno il vertice del capo rosso, mentre nelle femmine il rosso \u00e8 limitato alla sola parte posteriore del vertice, presso la nuca.<\/p>\n<p>DIFFUSIONE:\u00a0In Italia, la specie \u00e8 presente in Campania e Calabria.<\/p>\n<p>NEL PARCO:\u00a0Raro e localizzato.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Foreste di conifere.<\/p>\n<p>CIBO:\u00a0Insetti.<\/p>\n\t<p>RONDINE MONTANA<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-101346.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 101346\" height=\"239\" width=\"211\" title=\"Immagine 2026-09-28 101346\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO:\u00a0Nirundo rupestris<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0PASSERIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0IRUNDINIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a014 cm<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE:\u00a0Coda appena intaccata e non forcuta come la rondine; parti superiori brune tendenti al grigio e parti inferiori chiare, non presenta la fascia blu scura sul petto. Da vicino si possono notare la gola macchiettata e le macchie bianche sulla coda.<\/p>\n<p>DIFFUSIONE:\u00a0Presente nelle regioni centrali e meridionali. Parzialmente estiva e nidificante in alcune zone particolarmente adatte delle regioni centrali e settentrionali; stazionaria nelle regioni meridionali. Durante la cattiva stagione \u00e8 propensa a spostamenti verso sud.<\/p>\n<p>NEL PARCO:\u00a0Rara e localizzata.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Montagna, vicino alle cascate.<\/p>\n<p>CIBO:\u00a0Insetti catturati in volo, principalmente piccole farfalle.<\/p>\n\t<p>CORVO IMPERIALE<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-102342.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 102342\" height=\"217\" width=\"238\" title=\"Immagine 2026-09-28 102342\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO:\u00a0Corvus corax<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0PASSERIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0CORVIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a060 cm<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE:\u00a0Il corvo imperiale si distingue dalle altre specie a mantello scuro per la grossa taglia. Quando \u00e8 posato sono evidenti il becco massiccio fortemente arcuato, la testa grossa e le lunghe piume lanceolate della gola, spesso sollevate. In volo presenta una lunga coda a forma di cuneo.<\/p>\n<p>DIFFUSIONE:\u00a0In Italia \u00e8 specie sedentaria, presente come nidificante nella penisola e nelle isole. Al Nord e al Centro si trova confinato nelle regioni montuose e in genere \u00e8 piuttosto localizzato. Pi\u00f9 frequente al sud e nelle isole, particolarmente in Sardegna.<\/p>\n<p>NEL PARCO:\u00a0Poco comune e localizzato.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Preferisce montagne e coste rocciose, lo si pu\u00f2 incontrare fino a 4600 m.<\/p>\n<p>CIBO:\u00a0Pur essendo ampiamente onnivoro, questo corvide mostra una netta preferenza per il cibo animale e per le carogne che in certe regioni costituiscono il suo alimento base; \u00e8 un vero predatore di uccelli e mammiferi.<\/p>\n\t<p>AQUILA REALE<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-103239.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 103239\" height=\"374\" width=\"195\" title=\"Immagine 2026-09-28 103239\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO:\u00a0Aquila chrysa\u00ebtos<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0ACCIPITRIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0ACCIPITRIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a075-83 cm, sessi simili<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE:\u00a0Colore bruno, forma massiccia, plana con leali tenute a V molto aperte; il volo maestoso la rende non confondibile con le altre aquile. \u00c8 caratterizzata inoltre da un becco forte con mandibola superiore ad apice adunco con dente arrotondato, mandibola inferiore sprovvista dell&#8217;attaccatura corrispondente, narici oblunghe solo parzialmente ricoperte da setole.<\/p>\n<p>DIFFUSIONE:\u00a0In Italia \u00e8 stazionaria e forse in lieve aumentosulle Alpi; presente anche sugli Appennini enelle isole maggiori.<\/p>\n<p>NEL PARCO:\u00a0Rara e localizzata.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Predilige le zone montuose e le pianure boscose poco abitate.<\/p>\n<p>CIBO:\u00a0Uccelli, mammiferi e carogne.<\/p>\n\t<p>NIBBIO REALE<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-104500.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 104500\" height=\"381\" width=\"176\" title=\"Immagine 2026-09-28 104500\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO:\u00a0Milvus milvus<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0ACCIPITRIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0ACCIPITRIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a060-66 cm<\/p>\nIDENTIFICAZIONE:\u00a0Rapace di medie dimensioni, inconfondibile<br \/>\nper le ali lunghe e piegate e per la coda rosa, lunga e molto forcuta. Il piumaggio del dorso \u00e8 bruno fulvio e le parti inferiori sono rossicce<br \/>\ncon striature longitudinali.\n<p>DIFFUSIONE:\u00a0In Italia \u00e8 piuttosto scarso come nidificante, la sua roccaforte \u00e8 nel Mediterraneo<\/p>\n<p>NEL PARCO: Poco comune e localizzato.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Zone aperte con boschi e alberi.<\/p>\n<p>CIBO:\u00a0Mammiferi e ampia variet\u00e0 di uccelli.<\/p>\n\t<p>FALCO PELLEGRINO<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-105427.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 105427\" height=\"368\" width=\"232\" title=\"Immagine 2026-09-28 105427\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO:\u00a0Falco peregrinus<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0FALCONIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0FALCONIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a038-49 cm, femmina maggiore delmaschio del 15 %<\/p>\n<p>IDENTIFICAZIONE:\u00a0Rapace grosso e massiccio. Piumaggio variabile, spesso grigio scuro sopra e chiaro-striato sotto; la sottospecie nidificante in Italia meridionale \u00e8 pi\u00f9 rosata sul petto e brunastra sotto, con mustacchio molto marcato e largo(sottospecie Brokei). Le dita sono lunghe e potenti, con unghie ricurve e nerastre; il dito medio supera in lunghezza il tarso. In picchiata \u00e8 l&#8217;uccello pi\u00f9 veloce d&#8217;Europa (300km\/h).<\/p>\n<p>DIFFUSIONE: La sottospecie Peregrinus \u00e8 limitata all&#8217;Italia Settentrionale. La forma Brokei\u00e8 pi\u00f9 diffusa, anche se non abbondante, sia nella penisola che nelle grandi e piccole isole.<\/p>\n<p>NEL PARCO:\u00a0Poco comune e localizzato.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Montagne, scogliere e pianure.<\/p>\n<p>CIBO:\u00a0Uccelli di medie dimensioni, uccellimarini, piccioni.<\/p>\n\t<p>BARBAGIANNI<\/p>\n<figure itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\">\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonaturalistico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-2026-09-28-110252.png\" alt=\"Immagine 2026-09-28 110252\" height=\"383\" width=\"228\" title=\"Immagine 2026-09-28 110252\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<\/figure>\n\t<p>NOME SCIENTIFICO:\u00a0Tyto alba<\/p>\n<p>ORDINE:\u00a0STRIGIFORMI<\/p>\n<p>FAMIGLIA:\u00a0TITONIDI<\/p>\n<p>LUNGHEZZA:\u00a034 cm, sesso femminile pi\u00f9 grande<\/p>\nIDENTIFICAZIONE:\u00a0Due forme: chiara, bianca inferiormente; scura, pi\u00f9 rara, giallo ocra inferiormente. Occhi a mandorla a iride scura, circondati da dischi facciali che, assieme, formano il disegno di un cuore con la punta rivolta verso il basso. I tarsi sono lunghi e sottili, le dita sono quasi nude, con poche penne brevi modificate in setole, l&#8217;artiglio del dito mediano \u00e8 provvisto di una fine dentellatura sul bordo interno. Questa specie \u00e8<br \/>\nsuperiormente caffellatte e giallo rossiccio, con striature e disegni grigio chiaro, le parti inferiori sono bianche.\n<p>DIFFUSIONE:\u00a0In Italia, \u00e8 specie abbastanza diffusa, in particolare nelle pianure coltivate.<\/p>\n<p>NEL PARCO:\u00a0Comune.<\/p>\n<p>HABITAT:\u00a0Pareti rocciose, rovine, grandi alberi isolati o vecchie case disabitate.<\/p>\n<p>CIBO: Roditori, uccelli e insetti.<\/p>\n<h2>\n\t\t\tMAMMIFERI\t<\/h2>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"entry-summary\">\n<div class=\"entry-summary\">\nESEMPLARI DEGLI ALBURNI Il Museo Naturalistico \u00e8 una gemma preziosa : questo l&#8217;appellativo utilizzato dal ProfessoreRaffaele Mare nel libro Uomini e fatti di Corleto Monforte . 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